Quanto ami il tuo partner?
Tutto nasce da una puntata dello zoppo maledetto (Dr House M.D.), un collaboratore di House risponde a questa domanda così: io amo mia moglie come l'amavo il primo giorno che l'ho sposata.
La replica del "malato di turno" è con un'altra domanda: ma una coppia non dovrebbe amarsi di più con il tempo? Silenzio. Anche nella mia testa, silenzio.
Il mio cervello che comincia a macinare idee, possibilità, scenari plausibili, risposte. Poi per ogni ipotesi le mie sinapsi hanno trovato una sola, unica soluzione: SI, con il tempo, in una coppia, l'amore diventa sempre più grande.
Chi vive nella gioia dell'amore, chi crea un rapporto sano, chi ama veramente e si impegna nel proprio rapporto arriva alla stessa conclusione: con il tempo si ama di più il proprio compagno.
In linea di massima, mi rendo conto che la cosa è banale.
Analizzando la realtà che mi circonda mi sono reso conto che è piuttosto complicato trovare persone che si amano ogni giorno un po' di più.
Riassumo: due persone si amano e fanno coppia. Da quel momento comincia la parte difficile. Perché è vero che trovare l'anima gemella è una specie di terno al lotto, però ho la sensazione che le persone si concentrino solo sul primo momento, la ricerca, la scoperta e la creazione della coppia. Sono del tutto impreparate su quello che viene dopo: confronto, ricerca dell'accordo, condivisione, voglia di stare insieme, ricerca dell'amore, alimentare l'amore, voglia di comprendere l'altro, mettersi in discussione, chiedere scusa dei propri inevitabili errori, comprendere le priorità della coppia / del partner / proprie.
Una serie di richieste e azioni che vanno fatte insieme, imparate e insegnate - se necessario. Probabilmente non sono sufficienti per garantirsi un rapporto perfetto, però aiutano a non perdersi. Quantomeno a non allontanarsi tanto da non riconoscersi più.
Per questo motivo sono un sostenitore inguaribile del dialogo, profondo, immediato. Rimanere vicini significa, anche, chiedere all'altro: da che parte stai girando, voglio seguirti, andiamo insieme?
Chi vive nella gioia dell'amore, chi crea un rapporto sano, chi ama veramente e si impegna nel proprio rapporto arriva alla stessa conclusione: con il tempo si ama di più il proprio compagno.
In linea di massima, mi rendo conto che la cosa è banale.
Analizzando la realtà che mi circonda mi sono reso conto che è piuttosto complicato trovare persone che si amano ogni giorno un po' di più.
Riassumo: due persone si amano e fanno coppia. Da quel momento comincia la parte difficile. Perché è vero che trovare l'anima gemella è una specie di terno al lotto, però ho la sensazione che le persone si concentrino solo sul primo momento, la ricerca, la scoperta e la creazione della coppia. Sono del tutto impreparate su quello che viene dopo: confronto, ricerca dell'accordo, condivisione, voglia di stare insieme, ricerca dell'amore, alimentare l'amore, voglia di comprendere l'altro, mettersi in discussione, chiedere scusa dei propri inevitabili errori, comprendere le priorità della coppia / del partner / proprie.
Una serie di richieste e azioni che vanno fatte insieme, imparate e insegnate - se necessario. Probabilmente non sono sufficienti per garantirsi un rapporto perfetto, però aiutano a non perdersi. Quantomeno a non allontanarsi tanto da non riconoscersi più.
Per questo motivo sono un sostenitore inguaribile del dialogo, profondo, immediato. Rimanere vicini significa, anche, chiedere all'altro: da che parte stai girando, voglio seguirti, andiamo insieme?


La riflessione è corretta e sensata. E mi trova d'accordo.
RispondiEliminaEscludiamo per un attimo il desiderio sessuale, per li quale va fatto a mio parere un discorso a parte e anche non banale, concentrandoci sul rapporto di amore.
Forse la domanda iniziale nello script dello zoppo (ma non è colpa sua...) non è posta correttamente, o almeno va capita meglio.
Se si parla del primo giorno in cui si fa coppia, io credo sia mal posta: ciò che si confronta non sono due misure di amore, ma innamoramento e amore.
E sono due sentimenti diversi. Il discorso vale più in generale nel confronto di questi due stati emotivi e sentimentali.
Se si parla del giorno in cui l'hai sposata (qualunque sia la forma in cui la vogliamo intendere: il momento in cui si è deciso che la vita futura sarebbe stata insieme), la tua anima gemella, quel confronto assume i tratti che hai indicato.
Misurando su me stesso, io sento intensamente e profondamente che l'amore aumenta. Aumenta con la consapevolezza, con il desiderio di non lasciarsi mai, e quando ci si separa di ritorvarsi immediatamente.
Aumenta con i dolori, con le prove che si affrontano.
E se non aumenta temo che non possa rimanere uguale... se non aumenta, diminuisce e si spegne.
Io spero ogni giorno di guardare mia moglie negli occhi, o carezzare la sua mano mentre dorme, e capire e sentire che quel giorno è il giorno in cui la ho amata di più in vita mia. Ogni giorno, uno dopo l'altro.
Credo sia questo quello che succede.
Almeno a me, accade così, grazie a Dio.
Sono d'accordo con te e sono felicissimo di leggere le tue parole di amore nei confronti di tua moglie. Siamo in pochi a pronunciarle, purtroppo.
RispondiEliminaAnche io scindo l'amore dall'innamoramento.
Infatti non è un caso se ho iniziato il discorso con questa frase: "io amo mia moglie come l'amavo il primo giorno che l'ho sposata". E probabilmente non mi sono spiegato bene ma intendevo parlare esclusivamente dei rapporti nel "dopo matrimonio". ;) grazie e buon tutto!