Della politica, delle elezioni e dei valori

Periodo elettorale, proclami e speranze di cambiamento. Chi dice che farà questo e chi dice che farà quello. Tutto nel nome della nazione e del benessere dei cittadini. Discussioni, riflessioni, proposte, attacchi, difese, insomma periodo elettorale.
Una richiesta sembra essere comune dalla maggioranza delle persone che andranno a votare: c'è la necessità di recuperare i valori importanti. I nostri rappresentanti dovranno avere comportamenti etici impeccabili e soprattutto onesti. Persone degne della fiducia accordata loro. Dei politici buoni, bravi ed onesti.
Sono convinto che colui che fa una scelta elettorale, sa esattamente cosa si aspetta dal suo rappresentante. Sono anche convinto che molte delle promesse verranno mantenute, a meno di impossibilità gravi. Perché lo scambio è questo: io ti voto e tu dovresti fare qualcosa per me (messa così suona male... però, in modo stringato il concetto è questo), altrimenti non ti rivoterò.
Secondo me i politici hanno mantenuto le promesse fatte e lo faranno anche dopo queste elezioni. Faccio un esempio: Monti aveva promesso che lo spread sarebbe calato? La sua promessa è stata mantenuta. Come ha ottenuto il risultato è molto discutibile, però ha raggiunto l'obiettivo del suo mandato.
E non fate i pignoli se per farlo ha utilizzato una serie di manovre poco ortodosse: aumentato le tasse dirette e indirette, ha mandato task force a controllare i negozianti e i grandi imprenditori, ha scovato e multato gli evasori, reintrodotto vecchie tassazioni, ha aumentato l'IVA. Queste cose erano necessarie. Per salvare l'Italia ha messo in pratica una serie di manovre "adeguate". Ha fatto il pompiere durante un incendio, ha spento il fuoco. Certo, ha usato un metodo che non condivido, però ha raggiunto l'obiettivo.
Molti evitano di accettare che noi italiani siamo rappresentati da persone che incarnano l'essenza del nostro modo di essere. I politici sono esattamente come noi li vogliamo, sono quello che più si avvicina al nostro modo di vivere. Diciamoci la verità: siamo tutti degli approfittatori, egoisti, attaccati al potere e al denaro. Niente di più, niente di meno. Privilegi, vantaggi economici, posizioni di potere, capacità di acquistare l'oggetto di moda, queste sono le cose veramente importanti per l'italiano medio.
E' chiaro che ogni cosa al suo livello. Il bidello delle scuole che ricatta le società sportive per dimostrare di avere potere, il dipendente che si mette in malattia perché fuori piove ed è un suo diritto, il primario di un ospedale pubblico che lavora anche nella sua clinica privata perché lo stipendio non basta mai, il finanziere che affitta casa della nonna in nero perché le tasse sarebbero troppo alte, l'autista del bus che salta turni di lavoro per ripicca al suo coordinatore così si impara a capire chi ha il vero potere, il professore universitario con lo studio privato perché insegnare serve come trampolino di lancio, il cassiere che lavora svogliato perché la cosa importante sono i soldi a fine mese, il vigile urbano che ferma la macchina in doppia fila perché è comodo. Tutte cose quotidiane, vissute giornalmente da ognuno di noi. Purtroppo, non me ne vogliate, ho fatto un elenco misero, rispetto a quello che ognuno di noi è costretto a vedere ogni giorno, siate pazienti. La prossima volta sarò più completo. Ma di chi è la responsabilità di queste vergogne? Dei politici?
Non credo proprio.
Ognuno di noi, nel contesto giusto, farebbe fatica a rinunciare alla sua dose di privilegio. Si sentirebbe uno stupido a farlo. Perché dovrebbe rinunciare ad una cosa, ad esempio un benefit, per il bene collettivo?
Allora vi chiedo, chi deve cambiare veramente? Chi deve recuperare il concetto di benessere collettivo? Chi deve tornare ad essere onesto? Chi deve rinunciare ad un proprio tornaconto? Chi deve dare l'esempio?
I politici attuali, andrebbero isolati, lasciati marcire nel loro piccolo mondo fatto di apparenza. I politici di domani dovrebbero invidiare il cittadino per come vive la vita dello stato. I politici del futuro dovrebbero essere i rappresentanti di un popolo responsabile.

1 commento:

  1. Non potrei essere più d’accordo con questo post.
    La spinta al cambiamento deve avvenire dal basso, deve coincidere con un’eruzione di buonsenso, dignità e civiltà che abbia a spazzare via i tristi figuri che affollano la nostra classe politica. Un tempo pensavo che questo dovesse necessariamente coincidere con la Rivoluzione, ma per quanto mi sforzassi non riuscivo proprio a figurarmi il popolo italiano, indolente e qualunquista com’è sempre stato, nell’atto della rivolta.
    Però da qualche parte bisogna pur cominciare.
    Quindi sarebbe bello se l’italiano "medio" si impegnasse per essere un po’ meno "medio" e cioè se si impegnasse, nel suo piccolo, ad anteporre il benessere comune al suo stato di privilegio e evitasse di approfittarsi della propria posizione di potere, piccola o grande che sia.
    Buon lavoro a tutti noi!
    Michela

    RispondiElimina