Delle dimissioni del Benedetto e del rispetto

S'è dimesso!
Vi ricordate il film il Marchese del Grillo quando il Marchese Onofrio Del Grillo si svegliava la mattina? Ricciotto si affacciava in finestra e strillava "S'è svejato!" e da quel momento tutti potevano fare rumore e parlare a voce normale. E quando, stanco da una notte di bagordi, il Marchese tornava a casa, andava a letto, il suo lacchè urlava dalla finestra: "S'è addormito!"? Tutti, nel palazzo, abbassavano di un tono i rumori prodotti. La risonanza e la eco della scelta del Papa mi ricorda molto questa scena del film.
S'è dimesso!
E' il segnale: tutto il mondo politico, dei media, dell'informazione, è autorizzato a dire "grande gesto di umiltà" oppure "rispettiamo la scelta del Papa".
Un contestatore dello Stato Pontificio come me è poco interessato alle scelte del capo dello stato Vaticano, però mi viene voglia di dire la mia nei confronti della scelta di un uomo di fronte all'impossibilità di proseguire il suo mandato.
Prima di tutto non conosciamo le vere motivazioni, e non le sapremo mai. Però, quelli che si fermano a ragionare, sono troppo abituati a scandali, sotterfugi e false notizie, da parte dello Stato Pontificio che difficilmente accettano come vere le parole del Benedetto dimissionario. Forse perché lo stato Vaticano ha sempre stupito per la sua capacità di manipolare le informazioni, la sua capacità di piegare la realtà a suo piacimento, che si stenta a trovare completamente vera la dichiarazione dello stanco sedicesimo.
Personalmente accetto il fatto che i panni sporchi si lavino in casa propria. Quindi sono poco interessato a fare dietrologia e a scervellarmi sulle ragioni che hanno spinto un uomo a scendere dallo scettro santo e ritornare umano. Però una domanda me la faccio: se non sbaglio il papa è un santo, giusto? Quindi tra un mese Razi sarà il primo santo in vita e non papa della storia?
Seconda cosa che mi viene in mente, siamo sicuri che sia così importante sapere il perché si sia dimesso?
Per quanto mi riguarda, quando una persona fa una scelta, la accetto. Come penso sia giusto fare. Sono amministratore delegato di una grande azienda, non ce la faccio più, mi dimetto. Comprensibile. Quindi se fare il Papa è troppo complesso e ti dimetti, lo accetto. Sei sempre un uomo... o forse no?
Questo faccio fatica a capirlo. Quando nominano un Papa, quest'uomo trascendere dalla condizione umana ad una condizione di santità e quindi dovrebbe diventare una sorta di superuomo. Però ad un certo punto, quest'uomo si rende conto di non farcela più, si dimette e cosa diventa? Mezzo uomo e mezzo santo? Torna completamente uomo? Rimane santo, senza trono? Non conosco la risposta, è troppo complessa, sarà in un libro di quelli ai quali solo i preti hanno accesso.
Però, cosa importante, tutto il mondo accetta la scelta del tedesco.
A questo punto mi si intrecciano le idee, nel senso che le parole e le scelte del Papa influenzano molte persone. Stiamo parlando del capo spirituale di un grande gruppo di persone. Quando il Papa parla, lo fa a nome di tante persone, indica la via anzi marca la retta via. Le parole dette dal Pontefice hanno un peso importante. E noi per amore, per rispetto, per fede, per maturità, ascoltiamo le parole del capo della Chiesa. Ci ragioniamo, le contestiamo o le accettiamo.
Riassumendo: il Capo di una congregazione fa una scelta anacronistica e noi la accettiamo, anzi gli facciamo i complimenti. Bravo, umile, saggio. Tante belle parole usate per quest'uomo. E' qui che non mi tornano un po' di cose. Lui accetta una carica a vita e poi si dimette, fa una scelta "strana", e tutti a dire bravo! E quando noi facciamo delle scelte diverse dai dettami religiosi che succede? Mi spiego meglio: le nostre scelte "strane" sono accettate amorevolmente anche dai rappresentanti dello Stato Vaticano? Non mi sembra. Faccio una serie di esempi per chiarire l'idea:

  • Perché la scelta di un omosessuale è contro la pace e l'amore di Dio?
  • Perché non può prendere la comunione chi si divorzia?
  • Perché chi si suicida non può avere un funerale in chiesa?
  • Perché chi sceglie di fare l'amore con la compagna e non è sposato commette peccato?
  • Perché chi fa l'amore usando anticoncezionali è un peccatore?
  • Perché le donne che vengono violentate e scelgono di abortire fanno peccato mortale?

Nel senso, esistono regole fatte dagli stati e regole fatte dalle religioni. Quando queste sono in contrasto, noi accettiamo e rispettiamo la scelta delle "chiese". Per questo accettiamo la scelta estrema di un uomo che si dimette. Quando Lui era Papa si comportava diversamente.
Faccio un'ultima riflessione: la chiesa parla di amore, di rispetto, di apertura e poi è intransigente su molte cose. Dall'altra parte i laici accettano le scelte dello Stato Vaticano, le commentano con il dovuto rispetto, però sempre con quell'alone di deferenza dovuta. I rappresentanti di Dio quando non accettano le scelte dei laici, ti accusano di peccare. Come ti muovi fuori dalle leggi della chiesa c'è qualcuno che ti punta il dito contro, anche se sei nel rispetto delle leggi dell'uomo. Il laico tollerante e il credente inquisitore. Mi sembra un rapporto sbilanciato... magari mi sbaglio, però i conti non mi tornano!
S'è dimesso!

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