Diritto di precedenza o semplice segnalazione?
A tre giorni dalle elezioni decido di condividere con voi un ragionamento che rappresenta lo stato di malessere della nostra società: le "frecce".
Non mi riferisco ad indiani che scagliano su conquistatori avidi pezzi di legno acuminati, neppure a Robin Hood che conquista Lady Marion con la sua destrezza... niente di così poetico. Parlo degli indicatori di direzione che dovrebbero essere utilizzati quando un veicolo - automobile, motociclo - si appresta a modificare la direzione del mezzo.
Il codice della strada precisa che qualunque cambiamento di direzione debba essere preventivamente segnalato con le frecce. Quindi prima di girare, sorpassare evitare un ostacolo, immettersi in una carreggiata, uscire da un parcheggio dovremmo segnalarlo agli altri utenti della strada affinché possano evitare un incidente.
Ora viene il disastro italico, l'ignoranza e la presunzione dell'utente medio.
Attivare l'indicatore di direzione non da nessun diritto!
Se uno mette la freccia non è investito di nessun potere, anzi, siccome sta per immettersi in una corsia, deve dare precedenza a qualsiasi mezzo che potrebbe essere coinvolto nella manovra.
E' difficile capire il concetto? Mettere la freccia è una segnalazione, che è profondamente diverso dall'avere la precedenza. Quindi quando uno cambia corsia fa un po' di cose, più o meno in quest'ordine: controlla che non sopraggiungano veicoli più veloci, aziona la freccia, guarda nuovamente negli specchietti laterali o retrovisore che sia, se ha spazio, se non mette a repentaglio nessuno, se non crea disagio ad altri mezzi di trasporto, può finalmente cambiare corsia.
Il problema sta nel fatto che, molte persone, mettendo la freccia, credono di poter fare come vogliono.
E quando ti accosti al veicolo che ti ha appena candidamente tagliato la strada e chiedi, molto gentilmente e con toni pacati, cosa abbia spinto il guidatore a svoltare senza preoccuparsi degli altri, la risposta più comune è: "Ma ho messo la freccia!". E allora? Che significa? Siccome per sbaglio, ti sei ricordato di segnalare la tua intenzione, puoi fare come vuoi? Costringi gli altri a frenare bruscamente, o meglio ad inchiodare, perché, avendo messo la freccia, prendi e giri incurante delle conseguenze? In quel momento vorrei essere Hulk, diventare grosso e verde, sbriciolare il veicolo del gentile signore che mi è di fronte e mandarlo a piedi per sempre!
Non sono un santo e gli errori li facciamo tutti. Il problema è che molti hanno dimenticato una cosa importante: l'essere umano ha scelto di vivere in comunità per convenienza. Questo implica delle regole, condivise e faticose da rispettare per tutti. Comporta la volontà di pensare anche agli altri, la responsabilità di essere consapevoli che le nostre azioni coinvolgono chi vive vicino a noi. Il patto che implicitamente abbiamo accettato ci coinvolge in ogni aspetto della vita quotidiana. L'unione fa la forza se tutti si muovono sincronicamente. Quando non siamo sicuri di un regolamento o di una legge, potremmo usare il buon senso, ricordandoci che viviamo in un contesto sociale, che esistono altre persone - oltre noi stessi - e che prima di fare un'azione dovremmo pensare se quest'azione possa ledere altre persone.
Certo, mettere sullo stesso piano le frecce e il rispetto, potrebbe essere considerata una forzatura.
Credo che dalle piccole azioni, dai piccoli gesti, si creino le basi per una crescita culturale e sociale.
In fondo è un'azione semplice: guardare se arriva qualcuno, mettere la freccia, se non disturbo allora girare.
Qualcosa tipo: leggere il programma elettorale, capire se scelgo un partito per tornaconto personale o anche per il bene comune e poi andare a votare.
E' troppo complesso?



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