Trovare l'accordo

L'inferno dei compromessi o il paradiso dell'accordo?

Come evitare di scegliere l'uomo sbagliato
Parte sesta: trovare l'accordo


Ogni volta che sento parlare qualcuno di coppia, esce fuori il discorso dei compromessi. "Nell'amore bisogna scendere a compromessi". "E' impossibile pensare ad una coppia senza compromessi". E le facce che si associano a queste affermazioni sono sempre schifate o sconsolate.
Mi rendo conto che stiamo parlando di una sottigliezza, però è l'essenza dell'amore. Chi conosce se stesso e le proprie preferenze, trova accordi. Si fanno compromessi quando si devono accettare cose che non si amano.
Banalizzo: mare o montagna? Se siete in disaccordo che cosa fate?
Come ho ripetuto molte volte, un buon rapporto si basa sulla comunicazione, sulla volontà di mettersi seduti e trovare un punto d'incontro che possa soddisfare entrambi. E' una di quelle cose molto faticose. Perché bisogna capire, ascoltare e valutare.
Capire le esigenze proprie e del partner. Ascoltare oltre le parole - perché a volte si dice una cosa e se ne  pensa un'altra. Valutare cosa è più importante tra le varie opzioni.
Non amo particolarmente il mare nelle ore calde perché la mia pelle si ustiona facilmente, non mi piace mettermi le creme, soffro il caldo, mi annoio a stare fermo più di 10 minuti, non riesco a svegliarmi presto per andare di corsa al mare, non sopporto il traffico per raggiungere il mare. Mia moglie adora passare ore sotto il sole caldo dell'estate. All'inizio era un potenziale argomento di discussione - meno male che ci siamo fidanzati a settembre. Poi, parlandone, abbiamo trovato delle soluzioni che ci permettono di soddisfare le nostre esigenze.
Certo, quando andiamo al mare sembriamo due pazzi - libri, acqua, computer ultraleggero, spiaggia con ombra, arrivo in tarda mattinata, accesso wifi, spiaggia con spazio ludico, creme solari, scooter, mp3 per la musica - però alla fine della giornata siamo entrambi soddisfatti.
Immaginate quelli che fanno i compromessi: io vengo al mare e tu vieni al cinema a vedere "vacanze di natale". A turno uno dei due è scontento. Lasciate perdere, rischiate il litigio e di rovinarvi la giornata. Impegnatevi nel dialogo e trovate punti d'incontro.
E se il vostro amato è uno che non parla? Le soluzioni sono molteplici: comprate la palla di vetro, imparate a leggere i segnali paraverbali e prossemici, andate per tentativi, provate ad insegnare la comunicazione di coppia al partner, imparate a fare delle cose da sole godendovele.
Un consiglio? Se siete ancora in tempo, lasciate perdere gli uomini che non comunicano le proprie emozioni. Vi complicate la vita inutilmente. Avete presente i "belli e tenebrosi"? Se fosse per me, sarebbero single a vita. Esigete da voi stesse un partner che vi permetta di capirlo, un compagno che vi sappia comunicare le sue esigenze, un uomo che sia in grado di esprimere i propri sentimenti a parole.
Non resistete al fascino del tenebroso? Eccovi il link di un negozio che vende palle di vetro!

Nella prossima puntata: leggere i segnali nascosti.

1 commento:

  1. Bravo Massi! Mi sentirei di aggiungere solo una cosa.
    Certe volte, quando non è possibile trovare un accordo, sarebbe forse giusto sollevare la questione del "cost evaluation". Ad esempio, se il mio compagno vuole andare al cinema a vedere Vacanze di Natale c'è poco da accordarsi: o ci vado anch'io o non ci vado. Dovendo decidere mi devo chiedere: quanto mi costa fare questa cosa per far contento il mio compagno?
    Se il "cost evaluation" è nettamente al di sopra del livello di guardia e cioè se decidendo di andare poi sono di cattivo umore tutta la sera e studio un modo per fargliela pagare, o comunque per incassare il mio credito (tipo trascinandolo poi a fare shopping), questo è esattamente il genere di compromessi che a lungo andare "compromette" il rapporto.
    Se invece il mio personale "cost evaluation" rivela che questo sforzo è al di sotto del livello di guardia, allora che cinema sia! L'importante è evitare di sviluppare energie negative che prima o poi avveleneranno il rapporto.
    Chiaramente lo sforzo che si fa dev'essere direttamente proporzionale all'importanza che qualsivoglia evento ha per il nostro compagno. Insomma, se per lui è davvero importante che lo accompagnamo a quella cena di lavoro col suo capo credo sia opportuno fare un piccolo sforzo e andare con lui anche se proprio non ci va; mentre se lui ama ballare salsa e noi non sopportiamo la musica latino americana in nessuna delle sue declinazioni, magari è la volta buona che organizziamo una cena con le amiche o che ci dedichiamo a noi stesse in qualche modo...
    Ciao!
    Michela

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