Basta chiacchieroni

Accendere il cervello
Sono giorni che penso e ripenso a quello che sta succedendo attorno alla politica.
Ci sono molte idee confuse e manipolate. Vengono riportate affermazioni parziali e da queste informazioni di parte tante persone commentano, altre pontificano... c'è una costante - che mi sta deprimendo e irritando: l'idea che la politica sia diventata come il calcio, dove tutti commentano, sanno e si permettono di aprire bocca dando fiato a idiozie insensate e sono certi di decantare la verità assoluta.
Il punto è che prima di parlare bisognerebbe avere competenza, umiltà, cercare controprove e soprattutto avere consapevolezza delle proprie capacità.
Perché quando ci si espone sarebbe utile considerare le possibili co-implicazioni che intercorrono rispetto a dei fatti, quelle che per semplicità chiamo volgarmente "variabili".
Queste dovrebbero essere soppesate e considerate prima di cianciare.
Variabili
E' innegabile che la politica, per come è stata pensata dal 1950 ad oggi, abbia travisato il concetto di bene pubblico, dando spazio ad approfittatori e ladri. Questa affermazione è suffragata dalla mediocrità dell'essere umano che ancora perde tempo appresso al potere personale e al potere economico. Ne traggo una conclusione banale, ovvia e quasi idiota: un cambiamento epocale è necessario.
Queste affermazioni sono facili e condivisibili, probabilmente quasi tutti quelli che non partecipano al gioco del potere - il cittadino della strada - vorrebbero modificare le cose... anche se nel mio intimo mi piacerebbe sapere come si sarebbero comportati al posto dei vecchi politici, cioè: a parti invertite sarebbero stati inappuntabili e onesti?
La cosa irritante è che ogni partito dichiara di avere "la soluzione unica" e imprescindibile... e tutto il resto del panorama politico è nell'errore e accogliere il loro pensiero significa essere additati come truffaldini.

Io di politica non capisco molto, parafrasando un rapper italiano, però prima di aprire bocca cerco di tener conto di un certo numero di variabili, una sorta di filtro che cerco di tenere a mente quando parlo. Vi propongo un elenco rapido, stringato e incompleto:
  • Il periodo storico influenza le scelte politiche ed economiche - di conseguenza le paure e le certezze della "massa"
  • Esiste il benessere relativo all'interlocutore - quello assoluto è una bugia
  • Chiunque voglia fare una riforma equa ed onesta - influenzata dal periodo storico - verrà ostacolato da coloro che vedranno i loro privilegi eliminati.
  • La possibilità di comunicazione attuale (internet - web - condivisione di fotografie istantanea - applicazioni per smartphone... ecc) costringe la società ad una velocità mirabolante e definisce la necessità di una linea politica adeguata ai tempi.
  • La maggioranza delle persone è convinta che la propria opinione sia la migliore, senza capire che a volte non ha la visione completa del problema o le conoscenze adatte.
  • I politici rappresentano il  popolo, non viceversa.
  • I pregi e i difetti delle persone, di una cultura (italiana nella nostra realtà) sono rappresentati dai politici.
  • Il leader politico dovrebbe ascoltare e accogliere le esigenze di tutti e decidere in autonomia, a volte in maniera impopolare.
Uno slogan come un altro...
Mi fermo a queste poche per semplicità, evitando di complicare il ragionamento.
Ora affrontiamo il dilemma che ha scatenato la mia reazione: i maledetti slogan!
Fare politica per slogan ha molteplici insidie: rappresentano un pensiero diffuso e condiviso, danno spazio a incomprensioni e ad esasperazioni, sono semplici, concedono la possibilità agli idioti di fare affermazioni dementi sostenendo la propria tesi basandosi su uno slogan.
Esempio concreto: se non sei d'accordo con il M5S sei CONTRO e quindi sei un ladro.
Sono inviperito con alcuni pseudo militanti del M5S che aprono bocca e dicono idiozie senza conoscere l'argomento del discutere. Il fatto che siete italiani, disoccupati o semplici elettori del movimento non vi autorizza a dire quello che pensate trincerandovi dietro questo slogan.
Uno dei problemi è una delle tante estensioni dello slogan: non tutto quello che dicono i rappresentanti del M5S è giusto, non tutto quello che dicono gli altri partiti è sbagliato. Affermare questo significa automaticamente diventare un ladro, corrotto ed essere additato come distruttore della patria.
Grillo parlante
Questa ultima affermazione, tecnicamente si chiama una convinzione limitante e nello specifico, tra le possibili convinzioni limitanti è denominata un'equivalenza complessa. Questo giusto per condividere un po' di cultura, (avete presente la cultura? Quella cosa che costa ore di studio e sacrificio). 
Traduco: perché se una persona non è d'accordo con il M5S è contro il movimento? E per giunta, come si fa a dire che uno è ladro se non vota il M5S?
Non funziona così, prima di parlare mettete dentro un po' di spirito critico, vi faccio un esempio: alcuni quadri di Picasso sono stupendi, altri fanno schifo. Quindi non tutto quello che ha fatto Picasso è arte, figuriamoci quello che dice un grillo qualsiasi.

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