L'altra settimana sono andato a vedere mio nipote che si allenava a calcetto, un gruppo di bimbi tra i cinque e i sette anni. Una massa scoordinata di speranze e futuro che si muove appresso al sfera che rotola.
La cosa che mi ha colpito è che su dieci "calciatori" almeno tre di loro si mettevano a turno da una parte e smettevano di giocare. Fine del divertimento, un taglio alla competizione (per quanto si possa competere a 5 anni in un campo di periferia), abbandonare la sperimentazione di se stessi, cessare il tentativo, cedere le armi di fronte al duro apprendimento.
Mi sono girato e ho visto la faccia sconsolata di due genitori che continuavano a sostenere questi bimbi, in modo sano, chiedendo loro di tentare e di andare a divertirsi con gli amichetti. Un padre e una madre, spettatori inermi, motivati dalla speranza che questo provare a giocare, aiutasse i figli a superare un problema grande: l'incapacità di sostenere un qualsiasi fallimento.
Ho scoperto che uno di questi bimbi nel suo intimo "doveva essere perfetto", già prima di provare doveva saper fare! Non sopportava la frustrazione del non essere all'altezza. La cosa strana era che il padre non si aspettava nulla di ciò, era sinceramente dispiaciuto di vedere il figlio che, di fronte a qualcosa di nuovo, si sentiva inadatto e invece di tentare, si fermava da una parte. Seduto in disparte con la testa bassa.
Questo è lo spunto, il mio obiettivo non è analizzare le cause di questo malessere.
Mi chiedo: quanto sono diversi gli adulti di oggi?
Parlare di perfezione è diventato quasi inutile. Ogni persona ha l'obbligo morale di essere perfetto, perché questo è lo stile e il modello che il sistema propone.
Perfetto.
Fisicamente, mentalmente, emotivamente, socialmente, economicamente. Non si può essere meno della perfezione e se non lo sei, o non ti ci senti, devi tendere al massimo. Altrimenti ti sbattono fuori.
Esiste questa leva che spinge dall'interno le persone e dice qualcosa del tipo: non sei adatto, non sei perfetto, non sei all'altezza. E le reazioni possibili a questa pressione sono molte: da una parte ci sono quelli che mollano, diventano spettatori impotenti della propria vita, dall'altra ci sono quelli che freneticamente si mostrano agli altri come perfetti. In mezzo ci sono tutte le sfumature dei vari colori: adattati, repressi, quasi sani, incazzati, sperimentatori, indignati, reazionari, rivoluzionari... e quanti altri ancora.
Ora faccio un ragionamento rapido, spero di essere chiaro nel percorso:
"Sei imperfetto.
Per questo spesso fallisci nel quotidiano,
la differenza è data da come usi il tuo fallimento:
lo vivi male? Non lo accetti?
Allora fai come i bimbi che si siedono da una parte con le mani tra i capelli.
Lo accogli e lo trasformi in esperienza? Sei bravissimo!
Sono convinto che si possa imparare molto dai propri errori,
che si possano trarre delle lezioni uniche dai propri fallimenti.
Sai cosa dico? Se impari dai tuoi fallimenti, allora è meglio sbagliare ogni giorno un po'!
Buon divertimento e mi raccomando: sbaglia molto."
Sbagliare, fallire, tentate, cadere, riprovare, sperimentare, prendere delle decisioni, mettersi alla prova e, per assurdo, divertirsi a farlo, accogliere gioiosamente il proprio percorso di crescita.
E' utile, necessario. Accettare il fatto che non saremo mai perfetti. In ogni cosa saremo felicemente imperfetti, perché ogni giorno potremo imparare qualcosa di nuovo.
Questa è la visione della mia vita. Ogni giorno mi impegno ad imparare qualcosa dai tanti errori che faccio e ogni giorno spero di fare errori diversi. Voglio trovare nuove soluzioni e nuovi stimoli dai miei fallimenti.
Se non sai come fare a trasformare la frustrazione dell'errore in esperienza e hai voglia di cercare di esprimere il meglio di quello che sei e pensi di non avere le risorse, allora contattami.
Se pensi che dentro di te ci sia qualcosa di meglio di quello che mostri, allora contattami.
Perché non sono l'uomo perfetto - anzi mi sento molto lontano dalla perfezione - però cerco di migliorarmi ogni giorno, cerco di diventare l'uomo migliore possibile di quello che potrò mai sperare d'essere. Se vuoi fare un percorso di crescita insieme a me, contattami.




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