In questo periodo sto seguendo alcune persone sulla loro crescita personale e professionale e ritengo la sfida è molto intrigante.
Da loro ricevo spesso domande su problemi complicati, che richiedono skills - abilità - complesse. La mia prima reazione è quella di analizzare il problema, cercare il punto critico, trovare soluzioni applicabili e poi, quando mentalmente cerco di verificare l'efficacia della soluzione che proporrei, mi accorgo che mancano dei pezzi per renderla utilizzabile.
In quel momento mi ritrovo a ripetere una metafora che amo molto: "per poter costruire palazzi alti, belli e resistenti, dobbiamo partire dalle fondamenta". Vengo guardato come un cretino che sta rivelando un segreto che non c'è. Perché questo concetto è banale, ovvio.
Vi faccio un paio di domande: chi vi ha insegnato a guardarvi dentro con onestà e a cercare cosa ritenete veramente importante? Quante volte vi è stata data la possibilità di fermarvi a riflettere su quello che vi fa fare le scelte?
Con gli anni, mi sono accorto che molte persone non hanno consapevolezza di quelli che sono i propri meccanismi di scelta, a volte fanno le cose per abitudine o per copiare dei modelli vincenti degli amici (quelli che hanno successo) e poi si ritrovano a fallire perché la soluzione scelta non è adatta al loro mondo interiore.
Cioè a volte scegliamo delle cose pensando che siano adatte a noi (perché anche io non sono immune da questo errore) e poi ci rendiamo conto che siamo nel mezzo di un conflitto interiore e per uscire fuori dal conflitto, inconsapevolmente, facciamo degli errori, falliamo. Ci ritroviamo in uno stato di depressione o immobilità perché pensiamo di non essere capaci di fare scelte vincenti.
Per come amo accompagnare le persone che mi chiedono aiuto, propongo molto spesso, come prima soluzione, di andare a cercare le regole basilari, i propri valori imprescindibili, quegli ideali, quelle frasi dove la persona crea la propria vita e costruisce le proprie scelte.
Non dico che è facile, anzi.
Spesso, la prima reazione è quella di mostrare delle barriere, qualcosa del tipo: "Mi stai chiedendo di fare una classifica?", "Non saprei dire esattamente cosa per me è fondamentale" oppure mi restituiscono pensieri al negativo "Non amo che la gente mi dica cosa devo fare", "Non mi piace prevaricare gli altri", "Non voglio essere povero".
Cioè: da una parte mi viene mostrata la non consapevolezza di quelli che sono i valori e le convinzioni di base, dall'altra la difficoltà nell'essere chiari con se stessi (parlare in positivo).
Vi posso assicurare che è un ottimo punto di partenza per cominciare la propria crescita personale.
Capire cosa riteniamo fondamentale, diventare consapevoli delle proprie necessità profonde, imparare a scegliere in armonia con se stessi ci rende persone più equilibrate e felici.
Vi faccio un esempio: una persona che sto seguendo da un mese mi ha detto che i soldi - tanti soldi, cifre a 8 zeri - sono uno dei valori (e obiettivi) fondanti della sua vita, alla pari con gli affetti, la salute, il rispetto... dopo un paio di settimane ci siamo incontrati di nuovo e mi ha detto che si era accorto che prima dei soldi viene la sua parola. Cioè lui è più un "uomo di parola" che un "uomo di denaro".
Da parte mia non c'è giudizio, anzi il massimo dell'apertura e del rispetto della persona che ho di fronte, penso che ognuno di noi scelga come vuole, perché sono convinto che "se scegli con il cuore è più facile raggiungere gli obiettivi". Basta fare chiarezza.




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