L'abitudine alla solitudine
Come evitare di scegliere l'uomo sbagliato
parte ottava: meglio sole che male accompagnate?
Oggi sarò costretto a dividere in due puntate l'argomento, troppo complesso e poi vorrei che il tarlo sedimentasse in voi per poi cercare di proporre una soluzione. Si comincia.
Come spesso capita, i detti popolari nascondono molta saggezza e, se presi alla lettera come verità assolute, celano delle grandi insidie. Prendete ad esempio il titolo del post di oggi: "meglio sole che male accompagnate?", riuscire ad avere la forza per sostenere la solitudine è un grande passaggio interiore e una crescita personale notevole.Imparare a rinunciare è importantissimo, soprattutto se rinunciamo a qualcuno che da una parte ci gratifica e dall'altra ci distrugge. Questo è un passaggio fondamentale dell'essere "adulti". Scegliere cosa accettare nella nostra vita e cosa evitare. Scegliere di condividere amore, emozioni e tempo con qualcuno che ci fa stare bene, oppure rinunciare e rimanere con se stessi.
Quando diventa un problema stare da soli? Quando si esagera. Ultimamente ho incontrato - ho trattato (come terapista somato-emozionale) - ho accompagnato (come coach) - ho consigliato (come amico) - molte donne che sono talmente abituate al percorso solitario che non hanno più la forza di rischiare. E questa loro abitudine è talmente radicata che trovano sempre delle valide motivazioni per evitare di azzardare una relazione.
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| Siamo tutti d'accordo che è un tavolo? |
Secondo me siete "congelate".
Il vantaggio è che sta arrivando l'estate. Siete pronte a mettervi in gioco?
nella prossima puntata: come scongelarsi


no, non ne vale la pena...non conosco nessun uomo e non ho stima di nessun uomo per pensare che il gioco valga la candela...non so amare perchè non so perdonare, non posso perdonare, non voglio perdonare per non tradire me stessa.per questo resto sola ...da tutta una vita...
RispondiEliminaCiao, provo a risponderti con il massimo rispetto per la tua opinione.
RispondiEliminaHai espresso 2 concetti molto diversi.
Nessun uomo vale il tuo rischio?
E se l'errore fosse all'origine?
Nel senso: se tu scegliessi maschietti mediocri per avvalorare la tua tesi, evitando, inconsapevolmente, quelle perle rare per le quali vale la pena tentare? Su 30 milioni di maschi italiani non ce n'è uno stimabile? Paradossalmente sarebbe più facile fare 3 cinquine al lotto che trovare solo maschi mediocri.
Per quanto riguarda il perdono: credo che quando dici di non voler perdonare ti riferisci alle persone che commettono errori "gravi". La domanda che provo a pormi in queste situazioni è: ma hanno sbagliato in buona fede? Se la risposta è positiva, allora scelgo con molta serenità se vale la pena continuare a frequentare questa persona oppure lasciar perdere.
Se la risposta è negativa, mi faccio un'altra domanda: perché ho scelto una persona che mi fa male volontariamente? Cosa volevo imparare?